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Pijate 'sta cover

Quattordici cover di canzoni che invecchiano bene.

Foto di KOBU Agency da Unsplash

Reinterpretare un brano musicale non è cosa da poco. Non basta scopiazzare giri di chitarra, groove o cambi vocalici per una resa buona, che non inquini l’originale. Fare una cover significa produrre una nuova versione di un certo brano, ma non farlo in modo preciso e meccanico, come quando si deve ripetere un esercizio di matematica, o in maniera grossolana da tipica serata karaoke, per intenderci - poi sono gusti, su questo non ci si può far nulla. Molti musicisti hanno reinterpretato dei brani che sono diventati famosi grazie alle loro versioni - Hallelujah di Jeff Buckley (1994), dall’originale del 1984 di Leonard Cohen, o Where Did You Sleep Last Night dei Nirvana, dall’originale di Lead Belly del 1939. Molte altre cover restano invece delle chicche musicali alternative da ascoltare di tanto in tanto, che giocano molto su uno stile ritmico inedito che se ne infischia di rimanere nei ranghi di un genere. Tra le tante cover che ci sono in circolazione, ad esempio quelle fatte da Amy Winehouse, o Nina Simone con Here Comes the Sun dei Beatles, o la versione di Lilac Wine di Jeff Buckley, ne ho proposte alcune tra le più semplici. Naturalmente, ognuno ha le proprie.


La playlist si può ascoltare anche su Spotify, qui.


1. BowLand, Maybe Tomorrow (Maybe Tomorrow, 2021), dall'originale degli Stereophonics (2003).


2. Jordan Rakei, Best Part - BBC Maida Vale Session (Origin, 2020), dall'originale di Daniel Caesar ft. H.E.R. (2017).


3. Mac Miller, Everybody (Circles, 2020), dall'originale dei Love (Everybody's Gotta Live - 1974).


4. La rappresentante di lista, Amandoti - Sedicente Cover (Her Dem Adame Me [Siamo Sempre Pronte, Siamo Sempre Pronti, A Lorenzo Orsetti], 2020), dall'originale dei CCCP - Fedeli alla linea (1990).


5. Spooky Tooth, Mike Harrison, I Am The Walrus (The Island Years 1967-1974, 2015), dall'originale dei Beatles (1967).


6. José Gonzàlez, Teardrop (In Our Nature, 2007), dall'originale dei Massive Attack (1998).


7. Nouvelle Vague, Camilla, In A Manner Of Speaking (Nouvelle Vague, 2004), dall'originale dei Tuxedomoon (1985).


8. Brothers Moving, Minni The Moocher (Minnie The Moocher, 2021), dall'originale di Cab Calloway (1931).


9. Chet Faker, No Diggity (Digging The Blogosphere, 2012), dall'originale di Dr. Dre e Blackstreet (1996).


10. Nirvana, Where Did You Sleep Last Night (MTV Unplugged In New York, 1994), dall'originale di Lead Belly (1939).


11. Tricky, Avalon Lurks, Doll (ununiform, 2017), dall'originale degli Hole (1994).


12. MOBRICI, Fulminacci, Stavo Pensando A Te (Stavo Pensando A Te, 2022), dall'originale di Fabri Fibra (2017).


13. Placebo, Running Up That Hill (Covers, 2003), dall'originale di Kate Bush (1985).


14. Wolf Alice, Wicked Games - Live From Spotify London (Spotify Sessions, 2015), dall'originale di Chris Isaak (1989).


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