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Pezzi lagnosissimi che non annoiano

Undici pezzi per crogiolarsi nella depressione.

Grafica di Giorgio Dalla Zeta

Avete presente quella voglia di crogiolarvi nella depressione? Quel piacere un po' perverso di rimestare tra apprensioni e sensi di colpa rimasti a macerare per anni in qualche ansa dell’intestino? Se l'avete provato capirete benissimo, altrimenti ci sono un sacco di cantanti bravissimi che possono proiettarvi nel mood (opzione che vi risparmierebbe la situazione piuttosto sgradevole di iniziare tutta la trafila emotiva).

Un avvertimento: restituire un senso a questo marasma è maledettamente difficile (e forse è tempo perso). Molto meglio lasciarsi vincere dal bisogno di pezzi lagnosissimi che non stancano mai.


La playlist si può ascoltare anche su Spotify, qui.


1. R.E.M., Bad Day (In Time: The Best of R.E.M. 1988-2003, 2003).


2. Joy Division, Love Will Tear Us Apart (Closer, 1980).


3. Pixies, Where Is My Mind? (Surfer Rosa, 1988).


4. Des Rocs, Used To The Darkness (Let the Vultures In, 2018).


5. Dire Straits, Brothers In Arms (Brothers In Arms, 1985).


6. David Bowie, Moonage Daydream (The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars, 1972).


7. Otis Redding, Fa-Fa-Fa-Fa-Fa (Sad Song), (Complete & Unbelievable: The Otis Redding Dictionary of Soul, 1966).


8. Wilco, Impossible Germany (Sky Blue Sky, 2007).


9. Blood Orange, Time will Tell (Cupid Deluxe, 2013).


10. Nathaniel David Rateliff, You worry me (Tearing at the Seams, 2018).


11. Claudio Baglioni, E adesso la pubblicità (La vita è adesso, 1985).


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